Antico e contemporaneo: non uncompromesso, un dialogo.

Affreschi, boiserie, cornici d'epoca: cosa succede quando un elemento storico incontra un

arredo contemporaneo. Il metodo Aletheia per farli dialogare, non scontrare.

C'è un errore che vediamo ripetersi spesso in case che hanno un elemento d'epoca

importante, un soffitto affrescato, una boiserie originale, una cornice in stucco: si arreda tutto

il resto della casa come se quell'elemento non ci fosse. Mobili moderni, colori neutri, linee

pulite, e in mezzo un soffitto ottocentesco che finisce per sembrare un errore, non un valore.

Il problema non è mai la coesistenza tra antico e contemporaneo in sé.

È che ilcontemporaneo, quando entra in una casa così, spesso viene scelto per non disturbare,

invece che per rispondere a ciò che già c'è.

Il dialogo comincia da una domanda diversa

Quando affrontiamo un progetto con un elemento storico rilevante, la domanda che ci

poniamo non è "come lo mettiamo da parte senza che dia troppo fastidio", ma "cosa chiede

questo elemento al resto della stanza". Un affresco con colori caldi e figure dense chiede

arredo che lasci respiro, non che lo imiti né che lo ignori. Una boiserie scura in legno

massello chiede contrasto tonale, non un mobile scuro accanto che la fa sparire nell'insieme.

È una logica opposta a quella dell'abbinamento per stile. Non cerchiamo mobili "in stile con"

l'elemento antico, cerchiamo mobili che gli diano un ruolo preciso nella composizione:

protagonista in una stanza, sfondo in un'altra.

È il principio che ha guidato Casa Rosaria, dove gli affreschi originali sono rimasti il punto

focale delle stanze e l'arredo contemporaneo si è disposto attorno a loro senza competere.

Ed è lo stesso che ha guidato Filiberto 87, dove il dialogo si è giocato non su un elemento

decorativo ma sulla struttura stessa dello spazio, storico e attuale messi in tensione invece

che appiattiti l'uno sull'altro.

Non è conservazione, è composizione

La differenza tra una casa che sembra un museo e una casa che vive con il proprio passato

sta tutta qui: nella prima l'elemento storico è isolato, protetto, quasi intoccabile. Nella

seconda, dialoga ogni giorno con chi ci abita, con gli oggetti che si usano, con la luce che

cambia nell'arco della giornata.

Non stiamo restaurando un pezzo da museo. Stiamo costruendo una casa che qualcuno

abiterà, e che porta con sé, senza nasconderla, la propria storia.

Hai un elemento d'epoca in casa che non sai come valorizzare? Con la nostra consulenza

da remoto possiamo aiutarti a capire come farlo dialogare con il resto dello spazio.

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L’importanza dello studio in pianta, per un progetto d’interni completo

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Il pavimento come pezzo di storia da cui partire